Ecco il paywall made in Italy: i vecchi oligarchi dell’informazione FIEG pensano che la festa non sia finita, ma si salveranno in 3 o 4 su 6

Via Il Sole 24 Ore Sei grandi gruppi di editoria d’informazione – Caltagirone Editore, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Gruppo Espresso, Mondadori e Rcs Mediagroup – hanno fondato il consorzio Edicola Italiana, il cui atto costitutivo è stato firmato nei giorni scorsi a Milano. L’iniziativa – la prima che vede insieme fin dall’esordio i … Leggi tutto

Destini incrociati con Cesare Nosiglia … fino all’idea della videochat

Ho iniziato a sentir parlare di Cesare Nosiglia due anni fa. Ero stato invitato a Vicenza a raccontare cose sul giornalismo digitale ai giornali cattolici locali. Ricordo che arrivai a Vicenza ancora con i sacchi di sacchi intorno al Bacchiglione dopo l’alluvione. Il caso volle che Nosiglia fosse stato da poco nominato vescovo a Torino e che abbia passato buona parte di quel giorno con una persona che lo conosceva bene che mi raccontò di un sacerdote molto presente e molte attivo per i problemi sociali. Così scoprii che Nosiglia è nato a  Rossiglione borgo delizioso sull’appennino fra Liguria e Piemonte e che ha iniziato il suo percorso da sacerdote nell’amatissima Acqui Terme (adottiva per parte di moglie).

Così quando è arrivato a Torino ho iniziato a seguirlo e mi è piaciuto da subito. Poco sensibile alla facile celebrità, attivissimo per essere dalla parte degli ultimi dai poveri, ai rom, dai giovani ai cassintegrati e ottimo comunicatore (che non guasta).

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La Stampa pare abbia un deficit di 25 milioni di euro

Via Dagospia La corazzata di carta della Fiat sta diventando una barchetta in un mare in tempesta. In un’infuocata assemblea a “La Stampa”, l’altro giorno è stato annunciato per il prossimo anno la necessità di liberarsi di un po’ di zavorra per continuare a navigare ancora qualche mese. Ovvero la necessità di buttare a mare … Leggi tutto

Perchè quest’anno non mi occupo del Master in giornalismo di Torino: meritocrazia, graduatorie e calcolo delle probabilità

meritocraziaHo ricevuto telefonate, mail, messaggi che mi chiedevano le ragioni della mia mancata partecipazione attiva ai laboratori del Master in Giornalismo di Torino 2012-103. Chiariamo i fatti: è vero che sono piuttosto oberato dai diversi impegni della mia vita professionale, ma non è per quella ragione che non sono parte dei laboratori in particolare di quello legato al giornalismo digitale. Diciamo per ora che non è dipeso dalla mia volontà.

Dato che di solito amo metterci la faccia, racconto la mia versione a riguardo della vicenda. Da quest’anno l’accesso al tutoraggio degli studenti del master è normato attraverso un bando gestito dal punto di vista procedurale dalla Facoltà di Lettere .

Si trattava di un bando di selezione per titoli in cui si sanciva che

I candidati devono essere iscritti all’Ordine dei giornalisti, elenco dei professionisti. Sono inoltre richiesti: per I’area online (3 posti) un’esperienza redazionale pregressa e documentata nel settore, all’interno di redazioni o di testate o progetti multimediali locali o nazionali; adeguate conoscenze informatiche e dell’evoluzione del settore, nonché della storia del giornalismo multimediale. Costituiscono titoli preferenziali I’esperienza di tutoraggio o di docenza in attività di formazione nellescuole riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti”.

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Beppe Grillo al momento decisivo per il futuro del M5S

Via Il Fatto Quotidiano Federico Pistono è un giovane genietto scrittore, imprenditore sociale, divulgatore scientifico, con una laurea in Informatica dall’Università di Verona, un corso alla Stanford university e un master alla Singularity University. Federico Pistono ha 27 anni, ma la sua faccia da ragazzino lo rende molto più giovane della sua età, ma ha spalle … Leggi tutto

Eni ovvero l’azienda su cui è meglio non fare informazione giornalistica

In un paese normale dopo una puntata come quella di ieri sera su Eni a Report tutti i giornali avrebbero aperto con titoli del tipo: ecco perchè l’energia costa così cara in Italia oppure : a chi vanno le tangenti per l’energia … In Italia nemmeno un titolino, un riferimentino, forse percè l’Eni foraggia editori … Leggi tutto

Pubblico ci sta già per lasciare

Comunicato Sindacale dell’assemblea di redazione di Pubblico

Il 18 dicembre Pubblico compie tre mesi. Tre mesi in cui ciascuno di noi ha dato il meglio per raccontare cosa sta accadendo in questo momento nel nostro Paese. E per rappresentare quanti non si sentono rappresentati. Lavoratori, ricercatori, disoccupati, precari, innovatori. Lanciarsi in una scommessa come la nostra richiede coraggio, fantasia, generosità e rigore. Nelle ultime ore però l’azienda, con una tempistica inaccettabile, ci ha comunicato che la tenuta economica è grave al punto da palesare già nei prossimi giorni uno scenario di messa in liquidazione della Pubblico edizioni srl. E tutt’ora non abbiamo nessuna certezza né garanzia su cosa verrà dopo. Di sicuro non accettiamo di essere liquidati in modo così brutale. Qualsiasi decisione dovrà avvenire nel confronto con la redazione e le rappresentanze sindacali. Alla vigilia di un consiglio di amministrazione e di una assemblea dei soci che dovranno decidere il futuro di circa trenta lavoratori e di tutti i collaboratori, facciamo appello al senso di responsabilità di tutti.

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