Microsoft vuole pagare Murdoch per togliere le news da Google

Il Financial Times riporta di abboccamenti fra Microsoft e News Corp secondo cui il gigante di Redmont sarebbe disposto a pagare perchè il gigante dei media di Murdoch tolga i contenuti da Google Microsoft has had discussions with News Corp over a plan that would involve the media company’s being paid to “de-index” its news … Leggi tutto

SMS: quanto ci costi

Via Sos Computer

Pochi di noi hanno chiaro quanto costano gli SMS. In compenso ne spediamo centinaia. Ne spediamo centinaia, spendiamo molti soldi, ma non sappiamo bene quanto.

Bisogna chiarire delle cose: gli SMS costano agli operatori telefonici praticamente niente, ma sugli SMS gli operatori mobili hanno ricavato nel 2008 più di 2 miliardi di Euro.

La Comunità Europea attraverso Viviane Reading , Commissario europeo per la Società dell’ informazione e i mediaabbassa, ha chiesto di abbassare i costi dei messaggini in Europa ma in Italia nessuno è intervenuto anzi : dal 1 Luglio inviare un SMS all’interno dei confini Italiani costa più che inviarlo da qualsiasi altra nazione Europea verso altri stati o verso l’Italia stessa.

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La Smart elettrica è una realtà

Via Omniauto La smart elettrica si può prenotare via internet dalle ore 10 di martedì 24 novembre, sul sito www.e-mobilityitaly.it, ma saranno solo 100 gli italiani che potranno guidarla dal 2010 pagando un canone di 480 euro al mese per 48 mesi. A quest’ultimo bisogna poi aggiungere 25 euro flat per avere rifornimenti illimitati sia … Leggi tutto

Per Eutelia cassa integrazione e preoccupazioni Consob

Via Asca

Eutelia ha avviato la procedura di Cassa Integrazione Ordinaria, finalizzata al riequilibrio momentaneo del numero degli addetti. Lo comunica la stessa azienda precisando che la decisione tiene anche conto ”dell’occupazione di alcune sedi aziendali da parte di dipendenti in agitazione di societa’ del Gruppo Omega”.

Via Lastampa.it

Nel frattempo Eutelia si trova nella black list della Consob a causa di una situazione patrimoniale molto a rischio. L’accordo di stand still con le banche per il congelamento del debito fino alla fine del 2010 non è ancora approdato a un assetto definitivo. La previsione di un aumento di capitale da 20 milioni di euro per l’anno prossimo può essere un utile pungolo, ma il via libera delle banche, dopo la violazione dei covenant sul debito è tuttora una condizione imprescindibile se si vuole evitare un default della società.

Allo scorso 30 settembre il conto economico dei tre mesi precedenti evidenziava ricavi da 71,7 milioni di euro a fronte dei 100,19 milioni del terzo trimestre 2008. Il conto sui nove mesi indicava invece una flessione da 319,2 a 245 milioni di euro. II costi per il personale risultano scesi notevolmente sicuramente grazie alla vendita degli asset IT che ha portato a un alleggerimento della struttura della società innegabile almeno dal punto di vista della struttura dei costi. Il rosso del terzo trimestre 2008 era di 25,5 milioni di euro, il rosso dell’ultimo trimestre è di 2,5 milioni di euro.

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Quaranta torinesi nella maxi aula a Palazzo di Giustizia

Via Repubblica

C´è la maxi aula ma manca il pubblico delle grandi occasioni. Non sono più di una quarantina i torinesi che si siedono in tribuna ad assistere al match tra i dirigenti del gruppo Agnelli e i magistrati che contestano loro di aver detto il falso alla Borsa con l´operazione che nel 2005 consentì alla Famiglia di mantenere il controllo della Fiat. Eppure l´udienza ha un valore storico: è la prima volta che il principale esponente degli Agnelli depone in un´aula di giustizia, sia pure come semplice testimone.

L´udienza consente di apprezzare i tre volti del gruppo torinese: il tono brillante dell´amministratore delegato, Sergio Marchionne (in maglione d´ordinanza), quello asciutto di John Elkann (vestito scuro e cravatta azzurra) e la dialettica dell´avvocato Franzo Grande Stevens (elegante come d´abitudine). Tutti impegnati a sostenere una tesi per la verità assai ardua: che nella primavera-estate del 2005 nessuno in corso Matteotti pensò mai di trasformare in azioni il denaro scommesso con Merrill Lynch sul valore del titolo Fiat. Questo infatti sostengono i comunicati ufficiali con cui il 24 agosto di quell´anno Ifil e «Giovanni Agnelli Sapaz» risposero a una precisa richiesta della Consob. E quei comunicati vengono giudicati falsi sia dalla Consob sia dal pm al processo.
Nel confronto nessuno concede molto all´avversario di turno. Il presidente della corte, Giuseppe Casalbore, è a tratti sferzante: «Avvocato Grande Stevens, facciamo il gioco delle tre carte?». Il confronto diventa presto vivace. Grande Stevens si spazientisce: «Signor giudice, solo un minus habens avrebbe potuto interpretare quel comunicato diversamente». Interviene il pm Avenati Bassi: «Io infatti sono un minus habens e non l´avevo capito».

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